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Home Arte Chiese Duomo di S. Maria ad Alghero

Duomo di S. Maria ad Alghero

Di prevalente stile gotico-catalano, la Chiesa di Santa Maria ad Alghero è caratterizzata da una commistione di stili – gotico, barocco, neoclassico – che denuncia il protrarsi dei suoi lavori di costruzione per un tempo lunghissimo. Nata da un provvedimento che ha voluto l'unificazione da parte del pontefice rinascimentale Giulio II, delle diocesi di Castro, Bisarcio e Ottana, i suoi lavori di costruzione, iniziati nel 1530, terminarono nel 1630 con la copertura del transetto e la costruzione della cupola ottagonale (testo di Renato Corpaci, foto di Cristina Risciglione).

 


La cuspide del campanile, la facciata neoclassica, la cupola ottagonale e il portale gotico-catalano






L'altare del Massetti, la cappella dello Spirito Santo e i tesori custoditi nell'abside

Tuttavia, nel 1730, in seguito a oltre un secolo di lavori di ristrutturazione che interessarono anche gli arredi marmorei, la chiesa venne riconsacrata, e si dovette attendere il 1862 per la costruzione della facciata neoclassica in sostituzione di quella tardo rinascimentale. Come esempio dell'originale stile gotico-catalano, a questo punto rimane il portale che si apre sotto al campanile ottagonale, che collega alla cappella centrale del deambulatorio.

Oggi si accede al tempio da Piazza Duomo, uno spazio esiguo che permette a stento di inquadrare la facciata, al tempo della nostra visita, in ristrutturazione. Le quattro colonne doriche sorreggono il timpano triangolare e delimitano un pronao sopraelevato a cui si accede superando pochi gradini.

La volta a botte della navata centrale denuncia lo stile tardo rinascimentale di questa parte dell'edificio. Le navate sono divise da colonne e pilastri. Quelle laterali hanno una copertura a crociera. Su di esse si aprono tre cappelle per lato alle quali si accede attraverso archi a tutto sesto: le prime due più grandi delle successive quattro e dotate di una copertura a cupola.

Gli arredi di questa chiesa sono di un'eleganza straordinaria, godibili anche da chi non apprezzi particolarmente il gusto elaborato dello stile barocco.

La prima cappella a destra, dedicata allo Spirito Santo, contiene un altare marmoreo, sormontato da un raffinato tempietto circolare sorretto da colonne, completato da statue in stile neoclassico.

Pezzi forti di questo luogo di culto, sono l'altare maggiore del 1727, con un gruppo marmoreo raffigurante l'immacolata tra gli angeli. Sopraelevato di pochi gradini, il presbiterio è circondato da un parapetto in marmo intarsiato. Tutto questo splendore è opera allo scultore genovese Giuseppe Massetti che è anche l'autore del pulpito. Come nel Duomo di Sassari, anche qui due leoni marmorei fanno da guardia alla breve scalinata che porta al presbiterio.

L'ampio transetto collega la parte rinascimentale dell'abside alla parte neoclassica dell'edificio.

All'incrocio della navata con il transetto, si eleva la cupola ottagonale, sorretta da un alto tamburo nel quale si aprono le otto finestre che danno luce all'area presbiteriale. Nell'abside si aprono cinque cappelle alle quali si accede attraverso degli archi a sesto acuto, che custodiscono altari e alcune sculture lignee di notevole pregio.

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